Firenze è una delle città italiane di maggior pregio, importanti influenze artistico-finanziarie hanno reso questo luogo uno dei centri d’interesse sin dal periodo medievale. Considerata quale patria del Rinascimento sono numerosi i monumenti – il Duomo, Santa Maria Novella, Santa Croce, solo per citarne alcuni – che caratterizzano il contesto cittadino. Giotto, Brunelleschi, Michelangelo, Leonardo da Vinci sono, insieme a molti altri, le figure di rilievo che hanno avuto bottega in città portando alla costituzione, sin dal XII secolo, di corporazioni professionali. In ricordo della tradizione, e immaginando un edificio capace di implementare il ricco scenario architettonico, si intende progettare un Museo per le Arti e i Mestieri che sarà noto con l’acronimo MAMe e che diventerà un nuovo polo culturale per la città vecchia. Sarà questo un segno contemporaneo capace di dialogare con le preesistenze che circondano l’area di progetto implementando l’offerta socio-culturale del luogo. Un sistema per la cultura nel quale laboratori e eventi favoriranno l’interazione tra persone di diversa provenienza giunte a Firenze per conoscerne la storia.

[PRIMO PREMIO] Anniina kortemaa_Finlandia

L’intervento vuole reinterpretare in modo contemporaneo le istanze tradizionali della cultura fiorentina. La maggior parte degli spazi con minore domanda di illuminazione sono situati sottoterra mentre le piccole unità fuori terra preservano la vista del luogo e sono connesse da un’esile pensilina. Il concetto spaziale ripropone la cultura architettonica locale in cui edifici bassi riescono a costituire un sistema contiguo tra funzioni differenti. I blocchi prevedono un rivestimento di facciata in rete metallica, opportunamente schermata da lastre in vetro, che ricorda la trama dei tessuti suggerendo punti di osservazioni improvvisi. Si privilegiano i materiali ad alta trasmissione tattile: il ferro corroso o superfici metalliche riflettenti diventino un rimando all’artigianato esposto all’interno del museo. Le fontane d’acqua lungo i percorsi sono un omaggio al fiume Arno che in epoche passate aiutò i mercanti nel trasporto delle loro merci.

[SECONDO PREMIO] Byron Cai, Lyric Barnik_Canada

Disegnando i programmi del museo al di sotto del livello stradale, la flessibilità aperta della piazza può essere preservata e ampliata. Il progetto adotta un asse cardinale rivolto a Santa Croce come dato guida, attorno ad esso sono organizzate funzioni pubbliche e private. Incorporando questa simmetria architettonica, prende forma un’esperienza in cui la luce assolve un ruolo fondamentale: il museo ipogeo è illuminato da sedici lucernari,uguale al numero di cappelle della basilica di Santa Croce. L’alternarsi tra spazi pubblici e privati è attento al contesto nel quale viene inserito. La piazza diventa tramite tra quel che accade sopra, il racconto della storia dei mestieri fiorentini, le sale espositive ipogee dove la memoria viene preservata e valorizzata.

[TERZO PREMIO] Iuliia Gladysheva, Vladislav Saprunenko_Russia

La piazza, il museo e gli spazi verdi sono stati identificati come tre elementi funzionali chiave del progetto. Rispetto all’importanza dei luoghi per l’aggregazione nella vita della città, gli spazi museali vengono collocati a livello ipogeo per non alterare in maniera preponderante la percezione storica del luogo. La piazza diventa uno spazio per eventi: le aree verdi aumentano i luoghi per l’interazione composti diventando un nuovo polmone d’ossigeno a servizio della metropoli. Le due gradonate di accesso assolvono alla funzione di teatro scoperto e conducono il visitatore verso le sale espositive. I lucernari che caratterizzano il piano di calpestio della piazza illuminano gli ambienti ipogei creando atmosfere intime dove il visitatore può isolarsi durante il proprio percorso di visita. Il sottosuolo diventa il ambito per la memoria, la piazza è il luogo dove si muove la vita presente.

[MENZIONE] Luciano Bonelli, Alan Aguirre Pranzoni_Argentina

Il MAMe si confronta con la piazza attraverso un sistema di funzioni poste a differenti livelli. Mantenendo il vuoto dello spazio l’edificio ricerca uno sviluppo ipogeo affinchè la morfologia del luogo non venga alterata; il progetto è austero, intende rafforzare la tradizione fiorentina senza snaturarla. Dalla rampa di accesso laterale è possibile intravedere gli spazi espositivi protetti rispetto al piano strada in ricerca di un maggiore senso di privacy. La gradonata che caratterizza uno dei due lati corti del rettangolo perimetrale è adatta per eventi all’aperto e diventa un punto di osservazione rivolto alla facciata della cattedrale. Le travi metalliche di supporto sono dipinte di bianco per confondersi alle murature divisorie e non creare eccessivo ingombro negli spazi interni.

[MENZIONE] Rachele Bargiacchi, Chiara Anselmi, Arianna Fagiolini, Chiara Morucci_Italia

MAMe diventa una grande installazione su Piazza Santa Croce, un frammento metallico ed uno di vetro che appaiono come due schegge nel suolo. Il progetto si sviluppa seguendo i paradigmi concettuali del poeta Dante nella Divina Commedia, l’ingresso al museo è concepito come una discesa evocativa agli inferi. Lungo il percorso interno si incontrano progressivamente esposizioni di metalli e tessuti a comporre il racconto delle tradizioni fiorentine. Il vero fulcro del progetto è costituito dall’ambiente intermedio, un purgatorio in cui i visitatori possono approfondire, mettere in pratica o sperimentare ciò che hanno osservato durante il percorso. Un crescendo di luce segna la rampa vetrata, il percorso che conduce il visitatore verso la statua con le fattezze del poeta.

[MENZIONE] Orlando Sica_Italia

L’idea progettuale si pone come obiettivo la creazione di un luogo a favore di interazione. Lo studio del contesto evidenzia come la conformazione urbana si compone di edifici dal disegno eterogeneo: si è deciso di rielaborare questo principio sviluppando le funzioni intorno a un sistema di spazi verdi. Le ingenti dimensioni attuali riducono i contatti tra le persone; per risolvere questo gap gli edifici sono stati disposti in modo da generare ambiti a misura umana. I tre padiglioni espositivi sono stati posizionati sul lato maggiormente esposto ai raggi solari e in maniera tale da poter essere decentrati rispetto alla facciata della chiesa che mantiene inalterata la sua importanza sul luogo. Il sistema museale segue nel suo insieme uno schema leggibile, seppur molto dinamico, nel quale sale espositive, auditorium, book shop, spazi aperti sono indipendenti ma parte di un unico programma funzionale.

[MENZIONE] Kinga Gawlik, Stanislaw Czujkowski, Piotr Rajewski, Korneliusz Wielechowski_Polonia

Il progetto si propone di essere un segno contemporaneo per la città vecchia. L’edificio si colloca al centro dell’area di intervento per dividere il luogo in due spazi di diversa dimensione. La prima delle due piazze, collocata in prossimità della chiesa e con dimensione più ampia, prevede camminamenti posti a differenti livelli per aprire diverse punti di osservazione rivolti all’antica basilica. I percorsi verdi completano le passerelle pedonali disegnando aree di sosta all’aperto. Il blocco costruito è sospeso sulla piazza sottostante: il guscio metallico che racchiude le facciate è pensato per favorire una libera disposizione interna degli ambienti e per permettere alla luce di penetrare in maniera canalizzata. Durante le ore notturne la luce che proviene dall’interno diventa un grande richiamo per le persone che gravitano intorno la piazza.

[MENZIONE]Granju Dorian, Bébin Loic_France

La creazione di un patio centrale con il volume costruito collocato di lato non altera la percezione visiva della basilica. Lungo uno dei lati corti del perimetro è collocata un anfiteatro all’aperto dal quale è possibile scorgere la prima sala espositiva; sospesa sul vuoto e totalmente vetrata permette ai visitatori di intuire quanto accade negli ambienti interni. Proseguendo il percorso verso l’accesso si viene proiettati in una hall a tutta altezza che smista i flussi verso le diverse sale. Alla fine del percorso è possibile connettersi con il livello strada e proseguire il proprio cammino all’interno della basilica o verso la piazza verde sottostante. L’auditorium coperto, le aree ristoro e la libreria che completano le dotazioni funzionali diventano luoghi accessori utili a fornire alle persone del luogo nuovi punti d’incontro.

[MENZIONE] Nassim Barkaoui, Alexandre Billaudeau, Simon Lépine_Francia

Il progetto si propone di liberare lo spazio centrale che diventa luogo nel quale coesistono storia e contemporaneità. Il piano orizzontale in metallo collega i due blocchi inquadrando la facciata della chiesa. Il volume principale, dall’aspetto monolitico, è arretrato rispetto alla piazza per creare una striscia verde che funziona da filtro tra l’edificio e la piazza; il marmo chiaro è un rimando ai toni della vicina basilica. Il secondo volume, ridotto nella dimensione, è diviso in tre livelli, terrazzamenti con diverso punto d’osservazione. Le funzioni contenute negli spazi interni sono connessi alla piazza centrale attraverso un sistema di vetrate a tutta altezza che permette ai fruitori di vivere il luogo in maniera totalitaria.