L’abbazia di San Galgano si colloca a Chiusdino, in Italia, e la mancanza del detto caratterizza l’attuale configurazione. I lavori di costruzione iniziarono nel 1185 per volontà del Vescovo di Volterra e terminarono settantasette anni dopo. Nel XV secolo una forte carestia e continui saccheggi da parte di campagne di ventura sancirono il definitivo abbandono del complesso monastico che trovò sede definitiva a Siena. Nel corso della storia disastri naturali portarono al crollo del campanile e del tetto; nel 1924 ad opera di Gino Chierici, il quale si ispirò ai principi di John Ruskin, fu avviato un importante restauro. Non furono realizzate ricostruzioni o integrazioni, si decise di consolidare quanto rimaneva del monastero. Il concorso si propone di disegnare un museo per abbazia, un luogo che possa valorizzare la storia attraverso un’architettura che sappia instaurare un dialogo tra passato e presente.

[PRIMO CLASSIFICATO] Shengpeng Mao, Weinan Huang_USA

Quando gli uomini scompaiono, l’elemento naturale diventa dominante nello spazio. Le strutture in legno crescono come piante che sbucano dal terreno: il tetto consente una quantità sufficiente di luce solare e ventilazione naturale nel museo creando uno spazio interno confortevole. Tutti i pannelli in legno possono essere prefabbricati e assemblati in loco, riducendo al minimo l’impatto durante le fasi di cantiere. Il piano terra è un grande ambiente aperto che permette permette una fruizione dinamica dello spazio. Tra le murature della dell’abbazia e la nuova struttura si crea un cavedio dove è collocate la libreria, ai piani superiori sono disposte le sale proiezioni. Le rampe sospese collegano i diversi livelli rendendo leggera e dinamica la percezione dei percorsi. Piani di sosta in corrispondenza delle aperture permettono ai visitatori di godere di inattese viste sulla collina circostante.

[SECONDO CLASSIFICATO] Davide Parpagiola, Angela Martini, Dario Friso, Marco Suriani_Italy

Il progetto propone l’inserimento del Museo per l’Abbazia di San Galgano nell’area del chiostro, attorno al quale – secoli prima – ruotava la vita della comunità di monaci che vi abitava. Il muro di cinta in mattoni esistente è diventato una giacitura ideale per il disegno del nuovo volume andando a definire una  nuova forma. Il linguaggio delle facciate è una rilettura contemporanea del tipico chiostro: lamelle verticali e superfici trasparenti compongono il disegno di facciata permettendo alla luce di penetrare in maniera controllata. La struttura mista di supporto in calcestruzzo e acciaio lascia libero l’ambiente centrale favorendo la circolazione delle persone al suo interno. Gli ambienti, distribuiti su due livelli, godono di una flessibilità d’uso che permette ai visitatori di vivere in maniera dinamica il proprio percorso di conoscenza.

[TERZO CLASSIFICATO] Yann Beuzit, Vincent Lecler_France

L’intenzione di progetto non è solo quella di esporre opere ma creare una nuova esperienza spaziale che consenta ai visitatori di scoprire l’edificio da nuovi punti di vista. La copertura in vetro, in aggiunta a volte in cemento e pannelli acustici sospesi, consente una significativa diffusione della luce e del suono. La grande navata non è stata alterata ma dotata di una scalinata nel fondo dello spazio tale da disegnare una prospettiva interna offrendo ai visitatori un piccolo auditorium adatto a ogni tipo di evento. Lateralmente si susseguono gli spazi espositivi in cui non manca la luce naturale proveniente dall’alto. Il sito del campanile, crollato nel XVIII secolo, è diventato il luogo per la costrizione di un nuovo belvedere. L’elemento verticale è un nuovo segnale verticale  e permette la facile identificazione del sito.

[MENZIONE] Kamil Lipski, Agnieszka Skota_Poland

La proposta intende preservare il tessuto esistente mantenendo allineamento e ordine del tracciato e introducendo una nuova struttura a croce latina. Un tetto indipendente e un nuovo piano rialzato poggiano su pilastri in acciaio; la navata è aperta, chiara e lineare. In molte chiese l’orientato a est individua il percorso della vita: grazie all’enfasi di questo tracciato i percorsi assumono in significato fortemente simbolico. La nuova struttura, realizzata in acciaio brunito, crea un evidente contrasto con la preesistenza esaltandone il valore. La forma apparentemente chiusa del nuovo volume è illuminata dalla luce naturale proveniente dall’alto che diventa un ideale legame tra terra e cielo.

[MENZIONE] Julio Garces Rallo, Juan Jeronimo Olcese Ortega, Federica Leone_Spain

Il museo è organizzato secondo un semplice criterio: l’accesso, le scale e le aree di servizio si trovano in una striscia sulla facciata anteriore, le sale principali sono rivolte verso l’interno del chiostro. Il nuovo volume si distingue dall’abbazia,  ha un aspetto monolitico portatore di una visione tanto solida quanto contemporanea dell’architettura. La facciata, svuotata in angolo, segna un alleggerimento del prospetto e indica il punto di accesso al complesso. Consapevole del suo valore, il nuovo edificio valorizza la storia e propone un’estetica silenziosa. La pelle esterna degli edifici, costruita come un unico volume, fornisce una quinta facciata.

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